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Autore Discussione: La posizione della FMI sui fatti di Castiglion Fiorentino.  (Letto 1376 volte)
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« inserita:: 15 Ottobre 2011, 01:20:01 »

      Domenica 9 ottobre, Castiglion Fiorentino (Arezzo), ultima prova del Campionati Italiani Under 23 e Senior, saranno ricordate come una delle pagine più buie dello sport enduristico. Esempio di accanimento per il numero dei coinvolti, indubbiamente alto, per le conseguenze, ed inoltre registrato e diffuso tramite social network e quindi a conoscenza della grande massa. Occasione ghiotta quella di una gara titolata per le truppe del Corpo Forestale dello Stato per intervenire in massa, far vedere che "ci sono" e fanno rispettare la legge; legge che per altro è chiara ed infatti fatta rispettare, già al sabato con tutte le moto entrate in parco chiuso con la loro targa originale montata.
   Nessuna copia riprodotta, rimpicciolita, nessun numero a pennarello, insomma rispettata la legalità ed allora perché una tale perseveranza? Per ossequio alla cronologia, la gara è partita , è stato fatto un legittimo controllo delle targhe nel corso della stessa, addirittura cronometrato per non penalizzare i concorrenti, sono stati verificati coloro che si trovavano senza targa ed al termine della giornata "beccati". Il putiferio è scoppiato ai paddock, intorno alle 16, poiché il clima indotto dalle azioni repressive è risultato fortemente avverso nei confronti dei concorrenti.
   Sarà vero che fare off road non sia politicamente corretto, però oggi gli enduristi sono cittadini con più doveri, tutti a caro prezzo, che diritti, vanno trattati con rispetto non come delinquenti; si mettono pure un numero ripetuto tre volte sulla moto tanto da essere più facilmente verificabili. Non sappiamo se vi siano state direttive locali o nazionali sull'intervento, ma l'utilizzo di tre vetture ed un elicottero sembra esagerato e non rispettoso dell'attuale momento di crisi economica che mette in ginocchio le Pubbliche Amministrazioni. Quello che è successo nel corso del pomeriggio lo vogliamo cancellare dalla memoria; bene ha fatto chi ha censurato il video, il quale non insegna niente, poiché la maggior parte dei fuoristradisti sono gente civile che dialoga, bisticcia, fa le proprie rimostranze, ma non si scaglia contro pochi, collaborativi Carabinieri, più impegnati a gestire gli stupori e le proteste derivanti dall'intervento, che a dare addosso ai motociclisti. Ebbene senza tanto clamore era sufficiente verificare le moto, verbalizzare, nel caso fermarle, ma non creare un tale polverone, saremmo poi andati a discutere la giustezza delle interpretazioni della Legge.

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