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Autore Discussione: Sardegna Rally Race 2011 - E' ancora Marc Coma  (Letto 1232 volte)
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« inserita:: 31 Maggio 2011, 12:08:13 »

      Tra Sa Itria ed Arbatax, una delle tappe più delicate del Sardegna Rally Race. Tecnica ed intricata, con una navigazione particolarmente impegnativa, la terza frazione del Rally si è caricata dell’energia del Gennargenu, la Montagna Madre dell’Isola più bella del pianeta.   La speciale è lunga, oltre 140 chilometri, e con una sezione particolarmente difficile da decifrare dalle note troppo fitte del road book. Numerosi dislivelli e la natura stessa di un terreno “esplicitamente” duro, determinano una selezione ancor più chiara di quella espressa dalle tappe precedenti. Non influenza particolarmente, invece, l’incedere inaccessibile di Marc Coma, che vince la sua quarta prova speciale (su cinque) del Rally, ed incrementa ulteriormente il vantaggio su Cyril Despres. Dal canto suo il francese, che aveva ottenuto la migliore sommatoria della seconda tappa, può ben dire che il compito di aprire la pista questa mattina era particolarmente ingrato. I tre minuti concessi allo spagnolo sono l’esito di una giornata difficile, ma non modificano la sostanza della corsa comandata da Coma ed aggredita da Despres.   Meno felice la giornata di Helder Rodrigues che, in difficoltà sul tratto di navigazione, è ora insidiato da Paolo Ceci. Il pilota Beta-Dirt Racing, che pure aveva rischiato di non essere al via del Sardegna Rally Race per un infortunio alla mano, soffre soprattutto nei tratti molto sconnessi, ma ammette che il dolore non è così forte da impedirgli di essere lucido e performante. È quarto assoluto.   Ceci comanda la “pattuglia” italiana, oggi protagonista di alterne vicende. Andrea Manini, che era rimasto fermo ieri con la moto in panne, è ripartito oggi dalle retrovie, ma ha presto ritrovato la testa della corsa ed ha concluso al terzo posto. Gli altri sono rimasti ”intrappolati” in un punto del tracciato indecifrabile dal road book. Graziani, Ciotti e Lucchese sono comunque nei primi dieci del Rally.   Marc Coma in testa, Despres e Rodrigues alle sue spalle, Paolo Ceci alla caccia di un posto sul podio. Sono gli hilights del Sardegna Rally Race alla fine della terza tappa. Ma l’emozione più grande è stata veder riesplodere il talento di Stephane Peterhansel, che ha scatenato una vera e propria, “falsa” sindrome di Peter Pan. Parafrasando il romanzo di James Barrie, nel quale il bambino si rifiuta di crescere, è questo il caso “disumano” di una atleta che si rifiuta di inchinarsi al passare del tempo, rimanendo se stesso a prescindere. Stephane “Peter”hansel aveva chiuso con i Rally il 18 gennaio 1998, vincendo la sua sesta Dakar in moto. Da quel giorno non aveva mai più partecipato ad un grande Rally. 13 anni dopo, al via della corsa insieme alla compagna Andrea Mayer, senza alcuna velleità dichiarata che non fosse quella di divertirsi, Peterhansel-Volverine lascia di nuovo uscire gli artigli. Fino a tre quarti della tappa è terzo, nel finale quarto. Decimo ieri nella classifica generale, salta quattro posizioni ed è virtualmente ad un passo dal podio del Sardegna Rally Race, per il secondo posto del quale sono in corsa almeno quattro piloti. Per i “giovani”, la constatazione che il fuoriclasse francese non ha perso molto dello strabiliante smalto degli anni d’oro, è rispettoso sgomento.
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